In eigener Sache: Milk the Sun

Hervorgehoben

Anfang 2012 schaffen wir sonnige Aussichten! Hier entsteht der erste europäische Marktplatz für den Handel von Photovoltaik-Projektrechten und bereits installierten Anlagen.

Milk the Sun bietet allen Dach- und Freiflächenbesitzern, Projektentwicklern, Investoren und Anlagenbesitzern, eine übersichtliche Plattform, die den spezifischen Anforderungen und Bedürfnissen jedes einzelnen Marktteilnehmers rund um den Handel von PV-Anlagen gerecht wird. Da der Photovoltaikmarkt regional strukturiert und äußerst intransparent ist, sind bisher – wie Sie bestimmt selbst schon erfahren haben – lange Maklerketten für den Kauf als auch den Verkauf von Solaranlagen notwendig. Dadurch ist der Handel mit PV-Anlagen und Projektrechten nicht nur zeitaufwendig und langwierig, er ist auch mit hohen Transaktionskosten verbunden.

Aber das wird sich 2012 ändern!

Wir haben für Sie eine einfach zu bedienende Nutzeroberfläche entworfen, die den Handel von Projektrechten und Solaranlagen so einfach wie möglich macht. Darüber hinaus bietet Ihnen Milk the Sun die Vermittlung von Dienstleistungen und Informationen rund um das Thema Photovoltaik.

Zurzeit arbeiten wir mit Hochdruck an den letzten Feinschliffen der Online-Börse. Bis zum Start von Milk the Sun versorgen wir Sie natürlich mit allen relevanten News zu den Solarmärkten. Im Fokus haben wir die zwei in Europa wichtigsten Märkte, Deutschland und Italien. In der Kategorie “Europa” können Sie sich auch schon einmal über die derzeitigen Feed-in Tariffs (Einspeisevergütungen) in Europa und die aktuellen Gesetze der für die Photovoltaik relevanten europäischen Länder informieren.

Wir freuen uns auf Ihren Besuch. Schauen Sie doch regelmäßig vorbei und bleiben Sie auf dem neuesten Stand der Dinge.

Wenn Sie vorab weitere Informationen wünschen oder Fragen haben, zögern Sie nicht, uns zu kontaktieren:

A proposito di Milk the Sun

Hervorgehoben

Benvenuti su Milk the Sun! Nei primi mesi del prossimo anno nascerà su questo sito il primo mercato fotovoltaico che agevolerà l’acquisto di diritti per progetti fotovoltaici e il commercio di impianti solari già in funzione.

Milk the Sun è la piattaforma online per tutti gli attori del mercato solare fotovoltaico: proprietari di superfici, progettisti, investitori e proprietari di impianti avranno a disposizione un mercato virtuale dove commerciare. È sotto gli occhi di tutti che il mercato del fotovoltaico presenti una struttura regionale che non offre una visione d’insieme e che per la compravendita di impianti fotovoltaici siano attualmente necessarie lunghe catene di mediazione. Un mercato così intricato rende il processo di acquisizione degli impianti e dei diritti per progetti fotovoltaici non solo lungo e complicato, ma anche costoso a causa dei molti passaggi da agenti intermediari.

Dal 2012 tutto questo cambierà!

Abbiamo creato una piattaforma online chiara e semplice da utilizzare, al fine di agevolare tutti i passi necessari per l’acquisizione di un progetto o di un impianto fotovoltaico. Per far questo MtS svolge per i suoi clienti un ruolo di mediatore e in più offre servizi e informazioni utili e specifiche sui temi del fotovoltaico.

Beispielhafte Gallarieansicht der Webseite

Al momento stiamo lavorando agli ultimi ritocchi del layout della nostra piattaforma per il mercato online. Nell’attesa che Milk the Sun  venga lanciato, vi teniamo aggiornati con alcune tra le notizie più interessanti del mercato fotovoltaico. La nostra attenzione è rivolta in primo luogo ai due mercati europei più importanti per il settore: Germania e Italia. Sotto la categoria “Europa” potrete invece trovare informazioni sulle tariffe Feed-in e sulle legislazioni per il fotovoltaico attualmente in vigore nei Paesi europei che hanno una presenza rilevante sul mercato.

Aggiornatevi quotidianamente sul nostro sito per rimanere informati sulle ultime novità nel campo del fotovoltaico!

Per maggiori informazioni o per qualsiasi domanda rivolgetevi a:

EPIA: le installazioni solari crescono a livello globale

Secondo il rapporto annuale della European Photovoltaic Industry Association (EPIA), nel 2011 sono stati installati circa 11 GWp in più di potenza fotovoltaica rispetto a un anno fa. Nel 2010 erano stati connessi alla rete circa 16,6 GWp, nel 2011 27,7 GWp. In questo modo, l’energia solare, con una capacità globale installata totale di 67,4 GWp, si situa al terzo posto tra tutte le energie rinnovabili per energia prodotta dopo energia eolica e idroelettrica.

L’EPIA sottolinea come i principali mercati per il fotovoltaico siano quelli europei: dei 27,7 GWp installati quasi 21 si trovano su territorio dell’Unione. Solo Italia e Germania insieme hanno contribuito al 60% della crescita globale del fotovoltaico; l’Italia è riuscita nel 2011 a guadagnarsi la leadership del solare, sorpassando la Germania. Nel 2011 l’Italia ha installato 9000 MWp a fronte dei 7500 della Germania. Nonostante ciò la capacità cumulativa dello Stivale rimane di 12,5 GWp si trova ancora molto indietro alla Germania che vanta ben 24,7 GWp. Delle raggiunte prestazioni globali di 67,4 GWp il 50 GWp sono presenti in Europa.

Se si vuole fare una graduatoria per le installazioni in tutto il mondo, dopo l’Italia e la Germania seguono la Cina con 2.000 MWp, gli Stati Uniti con 1.600 MWp, la Francia e il Giappone con 1.500 MWp MWp del 1000. Il settimo posto va all’Australia (700 MW), seguita da cinque paesi europei: Regno Unito (700 MW), Belgio (550 MW), Spagna (400 MW), la Grecia e la Slovacchia (350 MWp). Sorprende che la Repubblica Ceca, nel 2010 ancora il terzo più grande mercato europeo fotovoltaico, sia scomparsa quasi del tutto dalla mappa solare. Nella Repubblica Ceca nel 2011 erano stati installati infatti solo 10 MWp, a causa dei drastici tagli delle tariffe e la conseguente incertezza tra gli investitori.

“I mercati extra-europei stanno facendo la loro parte per costruire nuove centrali solari, pur rimanendo molto indietro rispetto alle loro enormi potenzialità”, riporta lo studio EPIA. “in particolare Cina, Stati Uniti e Giappone, ma anche Australia e India, hanno realizzato solo una piccola parte del loro enorme potenziale”, aggiunge poi che: “diversi grandi paesi con irraggiamento solare migliore come l’Africa, il Medio Oriente, Asia e Sud America sono sul punto di iniziare il loro sviluppo “.

Förderstopp für Solar-Großanlagen in Italien

Die italienische Energieagentur GSE (Gestore dei Servizi Energetici) gab bekannt, dass große Photovoltaikanlagen in der zweiten Hälfte des Jahres 2012 keine Förderungen mehr erhalten.

Die im Jahr 2011 installierten Großanlagen haben das bereit gestellte Förderbudget bei weitem überschritten. Laut „Conto Energiea IV“ werden die anfallenden Mehrkosten mit dem vorgesehenen Budget für die zweite Jahreshälfte 2012 beglichen. Da der Zubau an großen PV-Anlagen in Italien 2011 dermaßen groß war, bleibt von dieser Fördersumme für neue Anlagen allerdings nichts mehr übrig. Betroffen vom Förderstopp sind Dachanlagen ab 1 Megawattpeak und Freiflächenanlagen, die nicht auf öffentlichen Gebäuden und Grundstücken errichtet werden. Auch die Förderung für Solaranlage auf landwirtschaftlichen Flächen entfällt für alle Anlagen die nach dem März 2012 ans Netz gehen.

Mit diesen drastischen Kürzungen, ist davon auszugehen, dass Italien seinen Zubau-Rekord von 9000 Megawatt im vergangenen Jahr, 2012 nicht noch einmal erreichen kann. Durch den Förderstopp für Großanlagen, wurden Anreize für kleinere private PV-Anlagen gesetzt.

EPIA Marktstudie 2011: Solarenergie wächst weltweit

Laut des Jahresberichts der European Photovoltaic Industry Association (EPIA), wurden im Jahr 2011 rund 11 Gigawattpeak (GWp) mehr an Photovoltaikleistung installiert, als noch im Vorjahr. Im Jahr 2010 gingen etwa 16,6 GWp ans Netz, 2011 waren es 27,7 GWp. Damit erreicht die Solarenergie, mit einer global installierten Gesamtleistung von 67,4 GWp, Platz drei der erneuerbaren Energien hinter der Wind- und Wasserkraft.

Die führenden Märkte sind auch 2011 immer noch in Europa zu finden. Von den 27,7 GWp entfielen fast 21 GWp auf die europäischen Länder, wobei allein Italien und Deutschland 60% zum weltweiten PV-Wachstum beigetragen haben. Italien gelang es 2011 erstmals Deutschland in seiner Solar-Vorreiterrolle Konkurrenz zu machen. Für den Zubau an neu installierten Anlagen im Jahr 2011 landet Italien mit 9000 Megawattpeak (MWp) vor Deutschland, wo 7500 Megawattpeak installiert wurden. Bei der kumulierten Kapazität liegt Italien mit 12,5 GWp allerdings noch weit hinter Deutschland mit 24,7 GWp zurück. Von der nun global erreichten Leistung von 67,4  GWp entfallen insgesamt 50 GWp auf Europa.

Stellt man eine Rangliste für den weltweiten Zubau auf, folgen auf Platz drei bis sechs, nach Italien und Deutschland, China mit 2000 MWp, die USA mit 1600 MWp, Frankreich mit 1500 MWp und Japan mit 1000 MWp. Platz sieben geht an Australien (700 MWp), gefolgt von fünf europäischen Ländern: Großbritannien (700 MWp), Belgien (550 MWp), Spanien (400 MWp), Griechenland und der Slowakei (350 MWp). Erstaunlich ist, dass Tschechien, im Jahr 2010 noch der drittgrößte europäische PV-Markt, fast gänzlich von der Photovoltaik-Landkarte verschwunden ist. 2011 wurden in Tschechien, nach drastischen Kürzungen der Einspeisetarife und reichlicher Verunsicherung der Investoren, gerade noch 10 Megawattpeak installiert.

Auch die Märkte außerhalb Europas tragen ihren Teil zum Bau neuer Solaranlagen bei, allerdings blieben diese bisher hinter ihrem enormen Potential zurück, betont die EPIA-Studie: „…in particular China, the USA and Japan, but also Australia and India, have addressed only a very small part of their enormous potential; several countries from large sunbelt regions like Africa, the Middle East, Asia and South America are on the brink of starting their development.”

Precisazioni sulla non apertura registro grandi impianti

Il GSE ripota una precisazione dopo la pubblicazione della notizia sulla non apertura del Registro Grandi impianti pubblicata venerdì 20 gennaio scorso.

Le modifiche alla normativa per gli impianti fotovoltaici su terreni agricoli nel decreto liberalizzazioni hanno creato molti dubbi nel settore, soprattutto riguardo agli effetti del decreto sugli investimenti in corso. Si presenta infatti il rischio che agli impianti già completati, ma non ancora allacciati, non vengano riconosciuti gli incentivi

Il GSE precisa ora che:

  • Ai grandi impianti già ammessi nelle precedenti graduatorie sarà riconosciuta la tariffa incentivante vigente alla data di entrata in esercizio dell’impianto;
  • ai grandi impianti che pur non iscritti nel Registro entrino in esercizio nel 2012, gli incentivi potranno essere riconosciuti, sussistendone i requisiti, a decorrere dal 1° gennaio 2013;
  • per i grandi impianti a concentrazione e quelli integrati con caratteristiche innovative, il riconoscimento degli incentivi non è subordinato all’iscrizione al Registro.

Britische Regierung muss Niederlage im Rechtsstreit um Feed-in Tariffs einstecken

Das britische Berufungsgericht Court of Appeal erteilte der Regierung gestern eine Absage und bestätigte das Urteil des Obersten Gerichtshofs, der die Regelungen zur Kürzung der Einspeisetarife für Solarenergie für rechtswidrig erklärte.

Im Dezember hatte die britische Regierung die Einspeisetarife für Solarenergie drastisch gekürzt. Da die Kürzung noch vor dem Ende der Beratungsfrist über das Gesetz in Kraft treten sollte, reichten einige Solarunternehmen und Umweltverbände Klage beim Obersten Gericht, mit der Begründung, dass diese Regelung rechtwidrig sei, ein. Das Oberste Gericht gab Ihnen Recht, die Regierung allerdings nicht und legte ihrerseits Beschwerde gegen das Urteil ein.

Unabhängig von dem Urteil des Berufungsgerichts teilte das Department of Energy and Climate Change (DECC) bereits mit, dass die Einspeisetarife zum 1. April reduziert werden und das diese Regelung für alle Anlagen gelten wird, die ab dem 3. März ans Netz gehen werden.

Laut einer Pressemitteilung des DECC will die Regierung die Entscheidung des Berufungsgerichts allerdings erneut anfechten. Als Begründung nannte das britische Ministerium für Energie und Klimawandel, dass das zur Verfügung stehend Budget möglichst vielen neu installierten Solaranlagen zur Verfügung stehen soll. Daher pocht die britische Regierung auf die Reduzierung der Einspeisetarife zu der von ihr genannten Frist für alle nach dem 12. Dezember installierten Solaranlagen.

Art. 65 – Impianti fotovoltaici in ambito agricolo

Il governo Monti ha inserito, poco prima della pubblicazione del Decreto Liberalizzazioni,  un complemento importante nella legge sulla promozione  di impianti fotovoltaici su terreni agricoli. La norma prevede che solo gli impianti con una capacità inferiore a 1 megawatt possono ottenere il diritto agli incentivi. Prerequisito è che gli impianti siano già iscritti alla lista del GSE o abbiano già iniziato il processo di iscrizione, e che i progetti vengano completati entro un anno. Il governo aveva ufficialmente deciso la scorsa settimana che gli impianti fotovoltaici su terreni agricoli non saranno più incentivati.

Di seguito riportiamo il testo dell’articolo 65, “impianti fotovoltaici in ambito agricolo”:

1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto, per gli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole, non è consentito l’accesso agli incentivi statali di cui al decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28.

2. Il comma 1 non si applica agli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole che hanno conseguito il titolo abilitativo entro la data di entrata in vigore del presente decreto o per i quali sia stata presentata richiesta per il conseguimento del titolo entro la medesima data, a condizione in ogni caso che l’impianto entri in esercizio entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

3. Agli impianti i cui moduli costituiscono elementi costruttivi di serre così come definite dall’articolo 20, comma 5 del decreto ministeriale 6 agosto 2010, si applica la tariffa prevista per gli «impianti fotovoltaici realizzati su edifici». Al fine di garantire la coltivazione sottostante, le serre – a seguito dell’intervento – devono presentare un rapporto tra la proiezione al suolo della superficie totale dei moduli fotovoltaici installati sulla serra e la superficie totale della copertura della serra stessa non superiore al 50 per cento.

4. I commi 4, 5 e 6 dell’articolo 10 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28 sono abrogati.

Keine konkreten Lösungen zur Solarförderung

Seit Wochen liefern sich Umweltpolitiker und Wirtschafts-politiker der Regierungsfraktionen ein Wortgefecht, wie die künftige Solarförderung zu gestalten und der Zubau der jährlichen Photovoltaik-leistung in einem geordneten Rahmen zu begrenzen sei. Mit Spannung wurde daher das Ergebnis der gestrigen Sitzung der Arbeitsgruppe Energie der Regierungsfraktionen der CDU, CSU und FDP erwartet.

Noch vor dem Treffen hatte die Arbeitsgruppe Wirtschaft und Technologie der CDU/CSU-Bundestagsfraktionen, laut der Photovoltaik, einen eigenen Vorschlag zur Solarförderung vorgelegt, indem sie eine jährliche Deckelung von 800 Megawatt forderte. Die Arbeitsgruppe Umwelt, Naturschutz und Reaktorsicherheit der CDU/CSU-Bundestagsfraktion lehnte diese Forderung hingegen schon im Voraus ab.

Die innere Zerrissenheit der Union spiegelt sich auch in den Ergebnissen des gestrigen Treffens wider. Konkret konnte sich die Arbeitsgruppe Energie auf keine Lösung einigen. Fest steht, dass eine strikte Deckelung von 1000 Megawatt oder weniger vorerst vom Tisch ist. Das bisherige Regierungsziel „den Zubau auf ein vernünftiges Maß“ bei 2500 bis 3500 Megawatt zu begrenzen, gelte weiter, denn „ein fester Deckel würde die Solarwirtschaft in Deutschland abwürgen“, sagte Umweltminister Röttgen im Anschluss. Außerdem seien sich alle Teilnehmer einig, dass es einen zusätzlichen großen Kürzungsschritt geben müsse, sagte CDU-Wirtschaftspolitiker Joachim Pfeiffer. Allerdings sei man sich über die Höhe der Kürzungen noch nicht einig, die Vorschläge hierzu variieren zwischen 10 bis 40 Prozent der bisherigen Einspeisevergütungen. Besonders großen Handlungsbedarf sieht Röttgen bei den Freiflächenanlagen, denn zuletzt wurden etwa ein Drittel aller neuen Solaranlagen auf Freiflächen und nicht auf Dächern installiert. „Je größer die Solarleistung, je größer ist auch die Netzbelastung“, sagte er der Nachrichtenagentur Reuters.

Das Bundesumweltministerium hat gemeinsam mit dem Wirtschaftsministerium nun den Auftrag erhalten, bis Ende Februar eine gemeinsame Regelung zur Solarförderung vorzulegen. Röttgen zeigte sich sehr zuversichtlich: „Ich strebe an, dass wir zum 1. April eine Gesetzesänderung wirksam haben“, und kündigte bereits für nächste Woche erste Beratungen zwischen beiden Ministerien an. Sitzungsteilnehmer berichten, dass eine Verordnung erwogen werde, mit der künftig Fördersätze ohne ein komplettes Gesetzesverfahren geändert werden können.

Nach der anhaltenden Debatte des letzten Monats bleibt abzuwarten, ob der ambitionierte Zeitplan der Regierungsfraktionen einzuhalten ist, zumal auch der Bundesrat mit dem Gesetzesentwurf befasst werden muss. Erste kritische Stimmen von Seiten der Opposition wurden direkt nach dem Treffen laut. Hans-Josef Fell, Energie-Experte der Grünen, sprach von zusätzlicher Verunsicherung der Investoren und nicht einzuhaltenden Terminen: „Der unrealistische Zeitplan, Ende Februar einen Gesetzentwurf vorzulegen und das Gesetz schon am 1. April in Kraft treten zu lassen, ist ein vorgezogener Aprilscherz.“

 

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Solarstrom wird immer günstiger

In einem Interview mit der Nachrichtenagentur Bloomberg äußerte sich Zhengrong Shi, Geschäfts-führer von Suntech, einem der weltweit größten Solarmodulhersteller über die Entwicklung des Photovoltaik-Markts.

Demnach wird die Erzeugung von Sonnenstrom immer günstiger. Er rechnet damit, dass bis zum Jahr 2015 in rund 50 Prozent aller Länder die Netzparität erreicht wird. Die Preise für Solarmodule auf Siliziumbasis fielen im letzten Jahr um 51 Prozent während die Top-10 der Modulproduzenten ihre Produktionsmenge verdoppelten. In einigen Ländern, wie in Indien, Italien oder Spanien hat das dazu geführt, dass Solarstrom sogar ohne Subventionen mit Strom aus fossilen Brennstoffen konkurrieren kann.

Während Europa bisher der führende Markt sowohl für die Modulherstellung als auch für die Installation von Solaranlagen war, bewegt sich gerade der Markt der Modulproduktion zunehmend von Europa weg, so Shi. Stattdessen findet eine rasante Entwickelung in China, den USA, Japan und Südafrika statt. Befördert wird dieser Prozess seiner Meinung nach auch dadurch, dass die europäischen Regierungen inmitten der Schuldenkrise, die Subventionen für die erneuerbaren Energien kürzen, um die Kosten zu reduzieren.

In Indien sei die Stromerzeugung aus Solar beispielsweise jetzt schon billiger als die aus Diesel, sagte er Bloomberg, aber diese Entwicklung gebe es nicht nur in Indien, sondern in vielen Ländern der Welt.

Il Parlamento europeo approva legge per il riciclaggio dei moduli

Dopo lunghe discussioni e molti annunci, finalmente L’UE ha stabilito che lasciare l’onere del riciclaggio dei moduli fotovoltaici ai produttori stessi non conviene. I moduli solari in Europa ora dovranno essere riciclati secondo la nuova direttiva per i rifiuti elettrici ed elettronici WEEE (Waste Electrical and Elelectronic Equipment Directive), approvata dal parlamento europeo a Strasburgo mercoledì scorso. La WEEE deve essere ancora approvata dal Consiglio dell’UE, ma questa è considerata una formalità.

Secondo il nuovo emendamento, alla fine della loro vita si dovrà raccogliere l’85% dei moduli solari e si dovrà riciclare almeno l’80% delle loro parti. L’UE vuole stabilire entro la fine dell’anno la quota precisa dei moduli da raccogliere e si stabilisce che nella raccolta questi debbano essere separati da altri apparecchi elettrici. Si prevede inoltre di ampliare e consolidare le strutture già esistenti di raccolta e riciclaggio.

In Germania il più grande fornitore al mondo di moduli a film sottile al tellururo di cadmio, First Solar, assicura il riciclaggio a fine vita dei propri moduli dal 2005. Di per sé tutti i produttori di moduli avrebbero dovuto approntare un deposito per la raccolta e il riciclaggio, ma di esempi come First Solar purtroppo non ce ne sono molti.

Dal momento che la quantità dei moduli esauriti nei prossimi anni sarà ancora molto bassa e visto che il ciclo di vita dei moduli si estende ormai a circa 30 anni, è essenziale fare una distinzione tra “quota di raccolta” e “quota di riciclaggio”, infatti è ancora da stabilire in base a quali regole debba essere stabilito l’annuale “tasso di raccolta”. L’associazione più grande del settore è PV-Cycle e ha sede in Belgio. PV-Cycle ha raccolto finora alcune migliaia di tonnellate di moduli. Se si considera la quantità di moduli fotovoltaici installati negli ultimi due anni in Germania, circa 15 GW, e se si assumono 100 tonnellate di peso per MW, si prevede un ritorno di circa 1,5 milioni di tonnellate di moduli esauriti. A causa della loro lunga vita, è difficile altresì prevedere quando esattamente i moduli non saranno più utilizzabili.

L’associazione di industrie PV-Cyle, dovrebbe ora ingrandirsi e organizzare il riciclo nei 27 Stati membri e nei paesi dell’EFTA. Secondo la WEEE, l’associazione PV-Cycle deve diventare un vero e proprio servizio per l’industria fotovoltaica. È ancora incerto il nuovo aspetto che questo nuovo ruolo concretamente conferirà all’associazione. la portavoce dell’associazione, Pia Alina Lange, afferma: ”Come per i frigoriferi e telefoni cellulari esiste già un’infrastruttura semplice e ad ampio raggio focalizzata sulla raccolta e restituzione, così dovrà avvenire anche per i moduli fotovoltaici. L’associazione sta attualmente lavorando con circa 200 punti di raccolta registrati in tutta Europa e la nostra rete continua a crescere”. Nel rispetto della WEEE l’associazione offrirà un “pacchetto di servizi completo, che prevede il ritiro, il trasporto e il riciclaggio dei moduli solari esauriti e anche il finanziamento previsto dallo smaltimento”. Entro la fine del 2012 ci sarà spazio per discutere e per permettere all’industria di prepararsi a questo cambiamento e per contribuire con idee e suggerimenti. Ciò vale in particolare anche per la trasformazione il controllo dell’associazione PV-Cycle.

(Fonte: photovoltaik.eu)

Jetzt also doch einen Deckel für die Solarenergie

Kurz vor der Sitzung der Arbeitsgruppe Energie der Regierungsfraktionen am Mittwoch reicht Philipp Rösler einen eigenen Vorschlag zur Kürzung der Förderungen der Solar-energie ein und provoziert damit Norbert Röttgen. Das Erneuerbare-Energien-Gesetz (EEG) fällt in den Zuständigkeitsbereich des Umweltministers, doch der Wirtschaftsminister Rösler begründete sein vorpreschen, laut Handelsblatt, mit der Untätigkeit des Umweltministers.

Dabei zeigte sich der FDP-Vorsitzende Rösler nach dem Treffen des Umweltministers mit Vertretern der Solarbranche in der vergangene Woche und dem daraus resultierenden Plan, die Solarförderungen künftig monatlich anzupassen, anfänglich recht zufrieden.

Da sich aber die Solarkritiker des CDU-Wirtschaftsflügels, allen voran Joachim Pfeiffer und Michael Fuchs, gegen den Vorschlag von Röttgen äußerten, scheint auch Philipp Rösler wieder angespornt, gegen den Umweltminister zu schießen.

CDU-Fraktionsvize Michael Fuchs gab, nach Angaben der Nachrichtenagentur Reuters, zu bedenken, dass die monatliche Anpassung der Förderleistungen, den Zubau der Photovoltaik nicht wesentlich begrenzen werde. Das sei aber dringend notwendig, um die EEG-Umlage stabil bei 3,5 Cent je Kilowattstunde zu halten, so die Argumente der Kritiker der Solarenergie.

Da ist es keine Überraschung, dass auch Philipp Rösler nun doch wieder eine Deckelung des Solarzubaus fordert. Jährlich soll der Zubau nach seinem Vorschlag maximal 1000 Megawatt betragen, sodass bis 2020 ein Gesamtzubau von 9000 Megawatt erfolgen soll. Außerdem sollen die Einspeisetarife einmal drastisch um 25 bis 32 Prozent reduziert werden.

Nachdem der Wirtschaftsminister auch schon eine Art Quotenregelung für den Ausbau der erneuerbaren Energien vorschlug, bleibt abzuwarten, wie lange dieser Vorschlag nun Bestand haben wird.

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